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Edilizia tradizionale vs edilizia industrializzata

Pubblicato da S&P il Mar 29, 2022
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Il settore dell’edilizia sta attraversando una profonda rivoluzione che comprende sia le forme e le tecniche con cui vengono intrapresi i nuovi progetti architettonici, sia i materiali utilizzati. Una trasformazione che si articola principalmente attorno al confronto tra edilizia tradizionale ed edilizia industrializzata, con vantaggi o svantaggi di ciascuno di questi sistemi costruttivi. L'obiettivo di questa analisi è quello di evidenziare come rispondano ai severi requisiti di rispetto dell'ambiente che sono inclusi negli standard normativi dei paesi più avanzati. Ma anche, pensare a criteri di redditività economica e di miglioramento del benessere delle persone.

Va detto che una casa industrializzata ha condizioni di sicurezza uguali o migliori rispetto a un edificio convenzionale. Inoltre, offre una maggiore resistenza ai disastri naturali (terremoti, uragani) o agli incendi. Ai fini legali sono assimilabili alle abitazioni tradizionali, hanno lo status di immobili e, pertanto, si applicano le medesime garanzie previste dai Regolamenti Edilizi e dai Codici Tecnici.

Principali differenze tra edilizia tradizionale ed edilizia industrializzata

L’edilizia industrializzata e l’edilizia tradizionale non solo presentano evidenti differenze che incidono sull’abitabilità dell’edificio, e quindi, interessanti per il consumatore finale. Dal punto di vista dei professionisti, la loro diversità inizia dalle loro caratteristiche costruttive e dai sistemi di esecuzione delle costruzioni. In questo senso, queste sono le principali differenze tra edilizia tradizionale ed edilizia industrializzata:

  • Tipi di struttura: nell’edilizia tradizionale, gli elementi strutturali sono le travi e le colonne che sono collegate nei punti di giunzione. Nell’edilizia industrializzata invece, si genera un insieme strutturale di pareti collegate formando un’unica unità (pareti strutturali).
  • Tipi di costruzione: la costruzione convenzionale si basa su una forza lavoro a volte non qualificata, mattoni come materiale di base, e un basso livello di industrializzazione durante tutto il processo, che comporta un’esecuzione più complessa. Inoltre, ogni architetto applica i propri dettagli costruttivi, il che rende difficile controllare la qualità del lavoro. Al contrario, l’edilizia industrializzata è realizzata con personale altamente qualificato, un elevato grado di controllo qualità nei dettagli costruttivi, una maggiore regolarizzazione dei tempi ed una semplificazione esecutiva che consente risparmi sui costi.

Differenze in tema di sostenibilità ambientale

Il tema della sostenibilità, oltre che dal cambiamento di sensibilità di una popolazione sempre più impegnata nella cura del pianeta, è un requisito richiesto nei nuovi piani legislativi di molti paesi. Nel caso dell’UE, è una delle chiavi che ispirano il cosiddetto Green Deal o Piano d’azione per l’economia circolare nell’UE, entrambi con ripercussioni dirette sul settore dell’edilizia.

Con l’edilizia industrializzata, c’è un progresso straordinario in termini di politiche ambientali. Questi sono i vantaggi rispetto all’edilizia tradizionale:

  • Riduzione dei consumi di energia e materiali grazie a processi industrializzati che concentrano la produzione in modo standardizzato negli stabilimenti.
  • Meno spreco di acqua, la risorsa naturale più scarsa e preziosa del pianeta, in quanto i leganti umidi non vengono utilizzati per l’assemblaggio delle strutture.
  • Limitazione nella generazione di rifiuti e impegno nell’uso di materiali riciclabili.
  • Minore impronta di carbonio, con una riduzione del 60% delle emissioni di CO2 durante il processo di costruzione e una riduzione del 30% nell’uso delle abitazioni.
  • Maggiore efficienza energetica delle abitazioni industrializzate, con un risparmio in climatizzazione compreso tra il 40 e il 75%.

Differenze nella ventilazione

Negli ultimi anni è stato comprovato l’impatto che ha la qualità dell’aria sulla nostra salute, sia per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria esterna ma soprattutto per quanto riguarda il rinnovo dell’aria all’interno delle nostre abitazioni e nei luoghi di lavoro. Da qui la necessità di dedicare un capitolo a parte all’analisi delle differenze specifiche tra edilizia tradizionale ed edilizia industrializzata in termini di ventilazione.

La tenuta all’aria che caratterizza le costruzioni industrializzate è un vantaggio rispetto agli edifici realizzati con il sistema tradizionale, in cui la presenza di ponti termici è un ostacolo all’ottimizzazione dell’isolamento termico. Nelle case industrializzate questo problema non esiste perché l’ermeticità è totale, ma questo comporta che devono essere stabilite modalità per rinnovare l’aria senza ricorrere al metodo classico di apertura delle finestre. Per fare questo, le nuove case sostenibili includono efficienti sistemi di ventilazione meccanica a doppio flusso, che funzionano estraendo l’aria interna inquinata e sostituendola con aria esterna fresca, il tutto con il minimo consumo energetico.

Il confronto tra l’edilizia tradizionale e l’edilizia industrializzata è decisamente a favore della seconda opzione se analizzato in prospettiva futura. Gli edifici industrializzati sono quelli che meglio rispondono alle esigenze ambientali e di comfort dei tempi odierni. Senza dimenticare che sono più redditizi dal punto di vista economico, oltre che più flessibili di fronte alle esigenze di personalizzazione degli utenti. Tutto ciò fa dell’edilizia industrializzata la scelta chiara del XXI secolo in termini di efficienza energetica e sostenibilità ambientale.

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