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Soluzioni di costruzione passiva negli edifici industriali

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Soluzioni di costruzione passiva negli edifici industriali

Il futuro del pianeta si gioca in termini di efficienza energetica. Questo uso razionale delle fonti di energia deve poggiare su un nuovo concetto di edilizia, non applicabile solo alle abitazioni. È altrettanto importante trasferire le soluzioni di costruzione passiva agli edifici industriali. Vediamo in cosa consistono, come affrontare questo cambiamento nelle aziende e, soprattutto, i benefici che questa scelta di sostenibilità comporta.

Perché l’efficienza energetica nell’industria

Adottare una politica di efficienza energetica nell’industria è oggi imprescindibile per qualsiasi azienda, soprattutto per l’impegno che occorre assumere verso la tutela dell’ambiente e la riduzione dell’impronta di carbonio.

A questo si aggiunge un argomento pratico difficilmente confutabile. Il consumo energetico è una delle voci che più pesano sui conti di un’azienda: ogni intervento volto a ridurre questa spesa si riflette immediatamente sulle finanze dell’organizzazione.

Differenza tra misure attive e passive

Si parla molto delle soluzioni attive per ridurre il consumo energetico, ossia le misure che incidono sul nostro comportamento. Particolarmente interessanti sono quelle che implicano l’uso di tecnologie di controllo dei consumi (come quelle che gestiscono l’illuminazione o i termostati intelligenti). La vera scommessa, però, riguarda l’implementazione di sistemi di ventilazione che assicurano l’efficienza energetica.

Tuttavia, questi interventi attivi non danno il massimo risultato se non vengono affiancati ai benefici della cosiddetta costruzione passiva: un concetto architettonico che consiste nel potenziare le qualità intrinseche di un edificio per ottimizzare lo sfruttamento dell’energia fornita. La costruzione passiva viene trattata spesso in riferimento agli edifici residenziali, come le note case passive (passivhaus) o gli edifici a energia quasi zero (NZEB), ma è altrettanto rilevante applicarla agli edifici industriali.

La costruzione passiva negli edifici industriali

Si tende a pensare che la costruzione passiva sia un tema complesso, applicabile solo agli edifici di nuova costruzione. La realtà è diversa: si possono realizzare interventi di ristrutturazione in qualsiasi edificio, spesso relativamente semplici, che si rivelano efficaci per migliorare in modo notevole la capacità di ottimizzare i consumi energetici. È senz’altro consigliabile includere questi interventi quando si è già impegnati in un progetto di riqualificazione.

È utile valutare un audit delle condizioni dell’edificio in cui si svolge l’attività industriale. In questo modo si garantisce che gli interventi realizzati siano quelli che effettivamente correggono le carenze costruttive che comportano dispersioni o impediscono di sfruttare in modo ottimale le risorse energetiche. Gli aspetti che più influiscono sull’efficienza della costruzione passiva sono:

  • Orientamento dell’edificio, in modo da migliorare lo sfruttamento della luce naturale e l’accumulo del calore.
  • I materiali utilizzati nella costruzione.
  • La tenuta all’aria e l’isolamento termico dell’edificio. Sono elementi essenziali e inevitabilmente legati all’installazione di un sistema che garantisca la ventilazione industriale, secondo gli standard di qualità dell’aria e comfort termico.
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Il ruolo dei sistemi di ventilazione industriale

Non è possibile intendere la costruzione passiva separatamente dal concetto di ventilazione industriale perché, come abbiamo indicato, la maggior parte della bolletta energetica è destinata alla climatizzazione (riscaldamento e condizionamento). Con un’edilizia “passiva” si rafforza l’isolamento termico, adottando misure che garantiscono la tenuta all’aria degli ambienti; ma questi interventi comportano l’integrazione di un sistema di ventilazione industriale con un duplice obiettivo: garantire la salubrità dell’aria e contribuire a una maggiore efficienza energetica.

In quest’ottica, la soluzione migliore è installare un sistema di ventilazione industriale a doppio flusso. Con questo tipo di ventilazione, sia l’estrazione sia l’immissione dell’aria avvengono in modo meccanico. È una soluzione efficace per controllare la qualità dell’aria, poiché consente anche di filtrare l’aria immessa.

Il vantaggio principale, però, è la possibilità di installare un recuperatore di calore, fattore molto utile per migliorare l’efficienza energetica: recupera parte dell’energia dell’aria estratta e la cede a quella immessa, in base alle esigenze termiche del momento. In questo modo contribuisce a riscaldare o raffrescare un ambiente, con la conseguente riduzione del consumo energetico. Questo sistema è alla base della ventilazione meccanica controllata (VMC) applicata anche in ambito industriale.

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Conclusione

La conclusione più evidente è che la costruzione passiva negli edifici industriali è ormai una realtà e, soprattutto, una prospettiva per il futuro. Adottare misure per ottimizzare l’efficienza energetica della propria industria non dimostra solo sensibilità ambientale: è un modo intelligente di investire nel futuro dell’azienda.

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