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Indice di qualità dell’aria: come misurare la qualità dell’aria residenziale

Pubblicato da S&P il May 14, 2021
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Nel 2017 l’Agenzia Europea dell’Ambiente mise in marcia un nuovo indice di qualità dell’aria con l’obiettivo di permettere ai cittadini di poter testare la qualità dell’aria in qualsiasi città o regione d’Europa.

L’indice di qualità dell’aria europeo ci fornisce un’informazione aggiornata sulla qualità dell’aria.

Si basa su misurazioni realizzate da oltre 2000 stazioni ubicate su l’intero continente. Attraverso una mappa interattiva, gli utilizzatori possono monitorare la qualità dell’aria in qualsiasi città o regione europea, associando un colore in base al livello di qualità. La mappa mostra i valori generali di ogni stazione di misurazione prendendo come riferimento il valore peggiore. Questa misurazione tiene conto dei cinque principali inquinanti che sono dannosi per la salute delle persone e dell’ambiente:

  • Polveri sottili (PM2,5 e PM10).
  • Ozono troposferico (O3).
  • Diossido di nitrogeno (NO2).
  • Diossido di zolfo (SO2).

Título 2 - L’indice di qualità dell’aria (IQA)

Il valore dell’indice di qualità dell’aria IQA si misura in una scala che va da 0 a >500 e stabilisce sei categorie di pericolosità, in modo che quanto maggiore sia l’indice, peggiore sarà la qualità dell’aria.

A livello qualitativo, la classificazione dell’IQA è suddiviso in sei categorie:

  • Buona: colore verde (IQA da 0 a 50)
  • Moderata: colore giallo (IQA da 51 a 100)
  • Dannosa per la salute di categorie più sensibili: colore arancione (IQA da 101 a 150)
  • Dannosa per la salute: colore rosso (IQA da 151 a 200)
  • Molto dannosa per la salute: colore viola (IQA da 201 a 300)
  • Pericolosa: colore marrone (IQA superiore a 300)

Gli ultimi rapporti pubblicati dalla stessa Agenzia Europea dell’Ambiente rivelano che, in base alle misurazioni realizzate su questi cinque inquinanti, le persone che vivono nelle città europee continuano ad essere esposte a livelli d’inquinamento atmosferico che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera nocivi.

Il particolato fine (PM2,5) è l’inquinante più nocivo. Si calcola che, solo nel 2014, furono responsabili della morte prematura di circa 400.000 europei.

E questa non è l’unica conseguenza negativa della cattiva qualità dell’aria che respiriamo. In termini economici, la cattiva qualità dell’aria si ripercuote molto negativamente sulla produttività dei dipendenti, incrementa le spese mediche, colpisce e danneggia il suolo, i raccolti, i boschi, fiumi e laghi.

Grazie alla legislazione, alle innovazioni tecnologiche ed al progressivo abbandono dei combustibili fossili altamente inquinanti, negli ultimi decenni la qualità dell’aria in Europa è migliorata. Tuttavia, anche la qualità dell’aria interna richiede attenzione, dato che trascorriamo ancor più tempo all’interno di edifici e le nuove costruzioni sono sempre più ermetiche.

Título 2 - Come misurare la qualità dell’aria in casa

Anche se alcuni inquinanti dell’aria interna provengono dall’esterno, è pur vero che la maggior parte di essi vengono prodotti all’interno dell’edificio stesso. Questo è dovuto alle persone che abitano e circolano all’interno di esso, agli arredamenti, ai materiali di costruzione, al fare le pulizie o al bruciare combustibili, oppure a causa degli animali domestici. Tutto questo genera una mescolanza di inquinanti molto diversi tra loro.

In ogni caso, è indubbio gli inquinanti dell’aria interna possano arrivare ad avere effetti negativi sulla salute, pertanto, sarà necessario conoscere i livelli di inquinamento del nostro ambiente nella maniera più attenta possibile. Solo conoscendo alcune delle tossine che fanno parte dell’aria che respiriamo, oltre che il livello di umidità relativa, possiamo progettare delle soluzioni di ventilazione più adeguate ad ogni caso specifico.

Título 2 - Parametri per misurare la qualità dell’aria interna

Come regola generale, per misurare la qualità dell’aria interna, si analizzano i seguenti parametri:

  • Livelli di Formaldeide: vi appartengono quelli conosciuti come composti organici volatili (VOC). Viene trattato in forma specifica per il suo ampio utilizzo nell’industria, ed è probabilmente il composto chimico organico più prodotto al mondo. È altamente infiammabile e molto volatile.
  • Livelli di particolato: viene definito particolato la mescolanza di particelle liquide e solide, di sostanze organiche e inorganiche, che si trovano sospese nell’aria. La loro composizione è molto variegata: solfati, nitrato, ammoniaca, ecc., e producono reazioni chimiche nell’aria.
  • Livelli di CO2 o diossido di carbonio: è un gas incolore e inodore di origine naturale e non è realmente tossico, ma produce lo spostamento dell’ossigeno e in concentrazioni superiori a 30.000 ppm, può creare asfissia. Esso è indicatore fondamentale per determinare la necessità di ricambio dell’aria.
  • Livelli di NO2 o diossido di azoto: è un composto chimico gassoso, tossico e irritante. Si genera negli incendi boschivi o eruzioni vulcaniche, ma anche in modo naturale dalla decomposizione dei nitrati organici. L’esposizione continua al NO2 viene associata a diverse malattie delle vie respiratorie.
  • Livelli di SO2 o diossido di zolfo: è un gas incolore, irritante e dall’odore intenso. La principale fonte dell’emissione di diossido di zolfo è la combustione di prodotti petroliferi e la combustione di carbone nelle centrali elettriche e nei sistemi di riscaldamento centralizzato.

Grazie alle ultime innovazioni tecnologiche oggi disponiamo di dispositivi che ci permettono di misurare e controllare la qualità dell’aria interna attraverso diversi tipi di sensori, sonde per la qualità dell’aria e controlli intelligenti.

Título 2 - Sensori per misurare la qualità dell’aria interna

Alcuni dei sensori più utilizzati per misurare la qualità dell’aria interna sono:

  • Sensori di CO2: utilizzati per la misurazione del gas diossido di carbonio in parti per milione (ppm). I più comuni sono i sensori di CO2 a infrarossi che basano il loro funzionamento sul principio di assorbimento di energia dei composti a una determinata lunghezza d’onda.
  • Sensori concentrazione di VOC: I Composti Organici Volatili (VOC) sono sostanze chimiche che contengono carbonio, si trovano nella maggioranza degli esseri viventi e si trasformano facilmente in gas o vapori. Questo tipo di sensori traducono la lettura fatta in parti per milione (ppm) equivalenti, in questo modo è possibile avere un riferimento simile ai sensori di CO2.
  • Sensori di PM 2.5: misurano le particelle fini in sospensione. Questo tipo di particelle possono essere di diversa origine e causare problemi respiratori, incluse malattie cardiovascolari. Per la misura di questo parametro solitamente vengono utilizzati sensori a laser.
  • Sensori di umidità: denominati anche termoigrometri. Misurano la temperatura e l’umidità relativa in uno specifico ambiente. Il suo utilizzo è molto esteso data l’incidenza dell’umidità nella qualità dell’aria interna.

Tutti questi dispositivi, utilizzati individualmente o congiuntamente, ci permettono di ottimizzare la ventilazione al fine di garantire un ambiente interno più pulito e salubre.

Nel 2017 l’Agenzia Europea dell’Ambiente mise in marcia un nuovo indice di qualità dell’aria con l’obiettivo di permettere ai cittadini di poter testare la qualità dell’aria in qualsiasi città o regione d’Europa.

L’indice di qualità dell’aria europeo ci fornisce un’informazione aggiornata sulla qualità dell’aria.

Si basa su misurazioni realizzate da oltre 2000 stazioni ubicate su l’intero continente. Attraverso una mappa interattiva, gli utilizzatori possono monitorare la qualità dell’aria in qualsiasi città o regione europea, associando un colore in base al livello di qualità. La mappa mostra i valori generali di ogni stazione di misurazione prendendo come riferimento il valore peggiore. Questa misurazione tiene conto dei cinque principali inquinanti che sono dannosi per la salute delle persone e dell’ambiente:

  • Polveri sottili (PM2,5 e PM10).
  • Ozono troposferico (O3).
  • Diossido di nitrogeno (NO2).
  • Diossido di zolfo (SO2).

Título 2 – L’indice di qualità dell’aria (IQA)

Il valore dell’indice di qualità dell’aria IQA si misura in una scala che va da 0 a >500 e stabilisce sei categorie di pericolosità, in modo che quanto maggiore sia l’indice, peggiore sarà la qualità dell’aria.

A livello qualitativo, la classificazione dell’IQA è suddiviso in sei categorie:

  • Buona: colore verde (IQA da 0 a 50)
  • Moderata: colore giallo (IQA da 51 a 100)
  • Dannosa per la salute di categorie più sensibili: colore arancione (IQA da 101 a 150)
  • Dannosa per la salute: colore rosso (IQA da 151 a 200)
  • Molto dannosa per la salute: colore viola (IQA da 201 a 300)
  • Pericolosa: colore marrone (IQA superiore a 300)

Gli ultimi rapporti pubblicati dalla stessa Agenzia Europea dell’Ambiente rivelano che, in base alle misurazioni realizzate su questi cinque inquinanti, le persone che vivono nelle città europee continuano ad essere esposte a livelli d’inquinamento atmosferico che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera nocivi.

Il particolato fine (PM2,5) è l’inquinante più nocivo. Si calcola che, solo nel 2014, furono responsabili della morte prematura di circa 400.000 europei.

E questa non è l’unica conseguenza negativa della cattiva qualità dell’aria che respiriamo. In termini economici, la cattiva qualità dell’aria si ripercuote molto negativamente sulla produttività dei dipendenti, incrementa le spese mediche, colpisce e danneggia il suolo, i raccolti, i boschi, fiumi e laghi.

Grazie alla legislazione, alle innovazioni tecnologiche ed al progressivo abbandono dei combustibili fossili altamente inquinanti, negli ultimi decenni la qualità dell’aria in Europa è migliorata. Tuttavia, anche la qualità dell’aria interna richiede attenzione, dato che trascorriamo ancor più tempo all’interno di edifici e le nuove costruzioni sono sempre più ermetiche.

Título 2 – Come misurare la qualità dell’aria in casa

Anche se alcuni inquinanti dell’aria interna provengono dall’esterno, è pur vero che la maggior parte di essi vengono prodotti all’interno dell’edificio stesso. Questo è dovuto alle persone che abitano e circolano all’interno di esso, agli arredamenti, ai materiali di costruzione, al fare le pulizie o al bruciare combustibili, oppure a causa degli animali domestici. Tutto questo genera una mescolanza di inquinanti molto diversi tra loro.

In ogni caso, è indubbio gli inquinanti dell’aria interna possano arrivare ad avere effetti negativi sulla salute, pertanto, sarà necessario conoscere i livelli di inquinamento del nostro ambiente nella maniera più attenta possibile. Solo conoscendo alcune delle tossine che fanno parte dell’aria che respiriamo, oltre che il livello di umidità relativa, possiamo progettare delle soluzioni di ventilazione più adeguate ad ogni caso specifico.

Título 2 – Parametri per misurare la qualità dell’aria interna

Come regola generale, per misurare la qualità dell’aria interna, si analizzano i seguenti parametri:

  • Livelli di Formaldeide: vi appartengono quelli conosciuti come composti organici volatili (VOC). Viene trattato in forma specifica per il suo ampio utilizzo nell’industria, ed è probabilmente il composto chimico organico più prodotto al mondo. È altamente infiammabile e molto volatile.
  • Livelli di particolato: viene definito particolato la mescolanza di particelle liquide e solide, di sostanze organiche e inorganiche, che si trovano sospese nell’aria. La loro composizione è molto variegata: solfati, nitrato, ammoniaca, ecc., e producono reazioni chimiche nell’aria.
  • Livelli di CO2 o diossido di carbonio: è un gas incolore e inodore di origine naturale e non è realmente tossico, ma produce lo spostamento dell’ossigeno e in concentrazioni superiori a 30.000 ppm, può creare asfissia. Esso è indicatore fondamentale per determinare la necessità di ricambio dell’aria.
  • Livelli di NO2 o diossido di azoto: è un composto chimico gassoso, tossico e irritante. Si genera negli incendi boschivi o eruzioni vulcaniche, ma anche in modo naturale dalla decomposizione dei nitrati organici. L’esposizione continua al NO2 viene associata a diverse malattie delle vie respiratorie.
  • Livelli di SO2 o diossido di zolfo: è un gas incolore, irritante e dall’odore intenso. La principale fonte dell’emissione di diossido di zolfo è la combustione di prodotti petroliferi e la combustione di carbone nelle centrali elettriche e nei sistemi di riscaldamento centralizzato.

Grazie alle ultime innovazioni tecnologiche oggi disponiamo di dispositivi che ci permettono di misurare e controllare la qualità dell’aria interna attraverso diversi tipi di sensori, sonde per la qualità dell’aria e controlli intelligenti.

Título 2 – Sensori per misurare la qualità dell’aria interna

Alcuni dei sensori più utilizzati per misurare la qualità dell’aria interna sono:

  • Sensori di CO2: utilizzati per la misurazione del gas diossido di carbonio in parti per milione (ppm). I più comuni sono i sensori di CO2 a infrarossi che basano il loro funzionamento sul principio di assorbimento di energia dei composti a una determinata lunghezza d’onda.
  • Sensori concentrazione di VOC: I Composti Organici Volatili (VOC) sono sostanze chimiche che contengono carbonio, si trovano nella maggioranza degli esseri viventi e si trasformano facilmente in gas o vapori. Questo tipo di sensori traducono la lettura fatta in parti per milione (ppm) equivalenti, in questo modo è possibile avere un riferimento simile ai sensori di CO2.
  • Sensori di PM 2.5: misurano le particelle fini in sospensione. Questo tipo di particelle possono essere di diversa origine e causare problemi respiratori, incluse malattie cardiovascolari. Per la misura di questo parametro solitamente vengono utilizzati sensori a laser.
  • Sensori di umidità: denominati anche termoigrometri. Misurano la temperatura e l’umidità relativa in uno specifico ambiente. Il suo utilizzo è molto esteso data l’incidenza dell’umidità nella qualità dell’aria interna.

Tutti questi dispositivi, utilizzati individualmente o congiuntamente, ci permettono di ottimizzare la ventilazione al fine di garantire un ambiente interno più pulito e salubre.

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